Recensione di Shadowhunters – Città del fuoco celeste: perché mi sono pentito di aver continuato la saga di Cassandra Clare

Città del fuoco celeste

Qualche anno fa avevo preso una decisione: chiudere con la saga di Shadowhunters di Cassandra Clare.

Avevo amato profondamente i primi tre libri della saga, fino a considerarla la mia saga urban fantasy preferita, ma, a un certo punto, mi ero stancato per una serie di ragioni e, dopo aver letto il quinto libro, avevo deciso di non proseguire la lettura.

Durante la quarantena, però, ho acquistato il sesto libro, incoraggiato da alcune persone che mi hanno consigliato vivamente di dare una seconda chance alla saga di Shadowhunters. Quest’oggi, con la recensione di “Città del fuoco celeste“, vi dirò se ho fatto bene o male a dare quest’altra occasione a questa serie di libri fantasy!

La trama

Optimized-cittErchomai, ha detto Sebastian. Sto arrivando. E ancora una volta sul mondo degli Shadowhunters cala l’oscurità. Mentre tutto intorno a loro cade a pezzi, Clary, Jace e Simon devono unirsi con tutti quelli che stanno dalla stessa parte, per combattere il più grande pericolo che la società dei Nephilim abbia mai affrontato: Sebastian, il fratello di Clary. Il traditore, colui che ha scelto il male. Nulla, in questo mondo, può sconfiggerlo, e i tre – uniti da un legame profondo e indissolubile – sono costretti a cercare un altro mondo dove l’estremo scontro abbia una speranza di vittoria. Il mondo dei demoni. Ma il prezzo da pagare sarà altissimo. Molte vite saranno perdute per sempre, e l’amore sarà sacrificato per un bene più grande: scongiurare la distruzione definitiva di un mondo che non sarà mai più lo stesso. Perché la fine degli Shadowhunters è anche il loro inizio.

Cosa mi è piaciuto?

Voglio essere buono. Partiamo da quello che ha funzionato in questo libro.

Innanzitutto, ho adorato la scelta di mettere in secondo piano il personaggio di Clary. Da protagonista della trilogia originale a poco più che comprimario in questo sesto libro. Ho approvato questa decisione perché Clary era uno dei principali problemi del quarto e del quinto libro della saga. Sembrava che il personaggio dei primi tre libri fosse stato rimpiazzato da una ragazzina in piena tempesta ormonale che sapeva solo pensare agli addominali della sua controparte maschile, Jace, quindi ben venga il minore spazio assegnato a Clary.

Ho apprezzato anche come si è sviluppato il personaggio di Simon. Credo che sia il personaggio che ho preferito in assoluto in questo sesto libro.

Così come mi è piaciuto il prosieguo della storia di Magnus Bane. Non sono un fan dei Malec, quanto meno sono sceso dal carro molto tempo fa. Magnus è un personaggio che mi conquista molto di più di Alec. Alec, per certi versi, è troppo perfettino. Il tipico cliché del gay bravissimo e pieno di valori per enfatizzare l’idiozia del padre che, comunque, non lo stima a causa dell’orientamento sessuale.

Non mi è dispiaciuto nemmeno lo stile della Clare. Però, faccio una specificazione: mi piace come la Clare scrive le frasi (un apprezzamento per così dire “sintattico”), non come imposta i suoi capitoli o come racconta le cose.

Cosa non mi è piaciuto?

Ragazzi, ho sudato per finire questo libro. 732 pagine, di cui la trama principale e i momenti veramente emozionanti ne avranno occupate, più o meno, 150.

Ci sono descrizioni su descrizioni. La Clare deve descrivere l’aspetto di OGNI personaggio e i pensieri di OGNI personaggio in OGNI scena. Cioè, quando dicono “show don’t tell”, è chiaro che questo non vale per gli autori capaci di conquistare una fanbase solida, disposta a comprare qualsiasi cosa si scriva, a prescindere dall’effettiva qualità di ciò che si produce.

E poi, Dio mio, il fanservice è intollerabile. So che attirerò l’antipatia dei fan della saga (che so essere MOLTO rigidi sul fatto di non accettare critiche nei confronti dei libri della Clare), ma tutto l’aspetto romance del libro è snervante. Coppie su coppie, zucchero su zucchero. Sono tutti sentimentalmente disponibili e incredibilmente romantici in questo ultimo libro. Le caratteristiche che rendevano alcuni personaggi diversi dagli altri (e potenzialmente inadatti a una storia d’amore tradizionale) sono magicamente sparite.

*SPOILER*

Il lieto fine con Asmodeo che toglie l’immortalità a Simon e li riporta ad Alicante, in cambio dei ricordi dello stesso Simon, è agghiacciante. Nemmeno 40 pagine dopo, Isabelle e Magnus sono riusciti a stimolare i ricordi di Simon e a riaggregarlo nel gruppo. E allora, mi chiedo, perché quella svolta narrativa? Asmodeo è un imbecille? O devo essere imbecille io per non notare che alla Clare in questo libro non fregava niente delle storyline ma solo delle storie d’amore dei protagonisti?

Conclusioni

Mi sono pentito di aver fatto marcia indietro.

La saga di Shadowhunters è stata fin troppo plasmata dal feedback dei lettori. La Clare, pur di continuare a produrre libri su libri, si è limitata ad approfondire – dettagliatamente, visto il numero di pagine – le love story che aveva per le mani (e che, di fatto, interessavano al suo pubblico), producendo storie fantasy a malapena appetibili.

Sono rimasto profondamente deluso e, soprattutto, devo ammettere di essermi annoiato in modo terribile. 

Lo consiglio?

Credo che si intuisca da quello che ho scritto fin qui. Se non siete morbosamente attaccati ai personaggi di questa saga, leggere questo sesto libro potrebbe essere considerato uno sforzo inutile.

Penso, infatti, che bisognerebbe leggere solo i primi tre libri di Shadowhunters. Quello che viene dopo è qualcosa di strano, un espediente editoriale che ha più il sapore di fanfiction che di sequel.

Puoi acquistare qui il primissimo libro della saga

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5 pensieri riguardo “Recensione di Shadowhunters – Città del fuoco celeste: perché mi sono pentito di aver continuato la saga di Cassandra Clare

    1. mi è scivolato il dito. Dicevo.
      Con quell’erchomai mi hai fatto improvvisamente saltare indietro nel tempo fino alle superiori, quando tentavo di tradurre qualcosa dal greco senza grandi successi.

      Comunque non credo che lo leggerò mai, non mi ha mai ispirato. Però mia sorella ne è grande fan; follie d’adolescenza, la perdono solo per questo.

      Piace a 1 persona

      1. Il problema è che chi è fan della saga sembra amarla in modo incondizionato. Io ho amato i primi tre libri ma lo dico serenamente che i sequel ulteriori sono fanservice becero e noioso.
        Invece, sembra che gli altri fan prendano la Clare come una divinità infallibile.

        "Mi piace"

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