Mulan e il femminismo hollywoodiano

Ok, ho finalmente recuperato Mulan Live Action, di recente aggiunto al catalogo Disney Plus.

Mi ero ripromesso di non parlarne sul blog. Avevo già visto troppe recensioni negative. Mi ero detto: “a cosa serve che ne parli anche io?”

Tuttavia, non ce l’ho fatta. Non sono riuscito a trattenermi. Ma non voglio recensire Mulan. Vorrei soffermarmi su un aspetto, ovvero il femminismo radicale che ormai permea i film di Hollywood e delle grandi casi cinematografiche in generale.

Il love washing del femminismo hollywoodiano

Credo che ormai il cinema – e la Disney davanti a tutte le grandi case – abbia un’idea chiara di come dovrebbe essere rappresentato il femminismo.

Innanzitutto, la donna protagonista deve essere forte, coraggiosa e più intelligente dell’uomo (non voglio generare polemiche, ma la psicologia dei personaggi maschili di certi film è terrificante) e non avere bisogno di nessuno. Soprattutto sul piano sentimentale. Esatto. Per dirla “all’inglese”, stiamo assistendo a un Love-Washing di proporzioni mai viste.

Queste eroine moderne – anche quando estrapolate da storie e racconti in cui la componente sentimentale era presente (come nel caso di Mulan) – non si innamorano più. Ma non si innamorano perché non devono innamorarsi, non perché l’assenza di storie d’amore sia sempre organica alla trama. L’amore o le relazioni vengono presentate come una debolezza. Come se una donna forte non potesse amare. E qui, secondo me, si confonde amore e bisogno. 

Una donna forte sa amare ma non ha bisogno di un partner per estrinsecare la propria personalità. E la differenza tra le due cose non è così sottile. Eppure per Niki Caro, regista del film, così come per gli sceneggiatori, le due cose non appaiono come differenti.

Dunque viene dato un radicale colpo di spugna al rapporto Li Shang-Mulan che era uno dei leit-motiv principali della pellicola d’animazione.

La diversità è sempre la chiave

Io mi chiedo una cosa: la Disney è famosa per aver portato avanti franchise popolarissimi senza personaggi LGBT. Però, negli ultimi tempi, per quanto riguarda il femminismo e gli altri tipi di diversità (etnia) sta portando avanti una campagna radicale.

La storia di Mulan (conosciuta nel cartone) è stata totalmente riscritta ed è diventata una storia di accettazione della donna nella società, con la dualità tra Xianniang-Mulan che è il vero fulcro della storia, molto più della lotta per onorare la famiglia o per difendere la patria.

Tutto ruota attorno a una donna stanca di essere una reietta e una donna che grazie all’eroismo cambia le cose per tutte le donne. Tematiche che erano presenti nel film d’animazione ma che erano presenti insieme a molti altri aspetti e sfaccettature. Invece, nel caso del live action più che di film a tematica femminista, mi sento di dire che si sia prodotta questa pellicola come strumento per lanciare un messaggio femminista.

C’è qualcosa di male? Sulla carta nulla. Ma mi sembra che ormai tutte le storie DEBBANO essere riscritte per lanciare un messaggio inclusivo. Che poi, se l’inclusività è davvero grimaldello di ogni storia, perché in Avengers o in Pirati dei Caraibi non c’è mai stato un personaggio LGBT? Con la promozione del ruolo della donna, la Disney sta provando a riscattare il proprio passato?

Voglio chiarire che io mi batto, da sempre, per l’inclusività. Ma l’inclusività deve avvenire in tutte le sue forme e non deve avvenire a discapito delle esigenze narrative. I personaggi e le storie devono essere realistici, devono svilupparsi in modo organico. Non ha senso scrivere sceneggiature o libri brutti solo per dichiararsi inclusivi. 

Un lavoro fatto male

Soprassedendo, comunque, sul femminismo radicale e sul love washing, mi sento di dire che, anche con questi obiettivi, regia e sceneggiatura potevano fare un lavoro migliore con Mulan.

Si tratta di un film privo di pathos, praticamente senza colonna sonora, e, in alcuni tratti, addirittura stupido. Sembra davvero che sciogliersi i capelli e levarsi l’armatura sia la chiave del successo e della risoluzione della trama. Una sorta di femminilità magica che mi lascia veramente di stucco.

Benissimo il femminismo. Benissimo l’inclusività. Ma facciamole bene le cose. Non ha senso creare dei prodotti brutti solo per apparire femministi o inclusivi.

11 pensieri riguardo “Mulan e il femminismo hollywoodiano

  1. Non ho visto Mulan dal vivo (non ho l’abbonamento Disney+ e se lo avessi, non spenderei ulteriori soldi per vederlo) ma in generale trovo che in molti lavori “femministi” recenti si punti all’obiettivo “rappresentazione eroica della donna” puntando a rendere incompetente l’uomo (e non è solo una cosa Disney: guarda certe pubblicità in cui si contrappongono personaggi maschili e femminili, l’uomo è sempre quello scemo).
    Sembra di vedere le lotte “di genere” dell’asilo, maschi vs femmine, portate avanti da persone anagraficamente adulte. XD
    Ogni tanto viene anche tirata fuori una storia in cui femminile e maschile sono complementari, per fortuna, entrambi con adeguato grado di competenza e/o dignità, ma le tendenze della narrazione mi sembrano andare in altra direzione.

    Riguardo all’inclusività, nulla da dire, siamo in un mondo che non è possibile vedere come polarizzato ma a volte, certe rappresentazioni sembrano più delle caselle da spuntare, un pagare pegno, un’offerta ai demoni della rete (scene ben isolate, da tagliare per piazzare il prodotto in paesi con culture più rigide o intolleranti) e non sempre si fa in modo che la storia ne giovi, quasi che basti mettere una minoranza a caso qua e là, ai bordi dell’inquadratura, per dire che il film è bello – e poi magari ha buchi di trama degni delle fantasticherie di un bambino delle elementari.
    Mi viene in mente un personaggio di Descendants (casualmente Disney) una ragazza in sedia a rotelle che appare per dieci minuti non consecutivi, non ha una battuta né un nome, sta ai bordi, non si sa chi sia.
    È lì come per dire “c’è una in sedia a rotelle” e basta.

    Mi rendo conto che non sia facile far quadrare i conti di una storia, ma non c’è scampo, gli elementi inseriti devono essere tutti armonizzati e se così non è, forse si cerca di soddisfare troppe esigenze tutte assieme, in poco spazio, ottenendo così rappresentazioni maldestre.

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  2. Non ho visto il film quindi non mi esprimo in merito. Mi permetto però di farti un’osservazione. Se si guarda alla rappresentazione della donna, sia nei libri che in altre forme di intrattenimento, per il 90% è sempre stata rappresentata in relazione a storie d’amore. Anche eroine indubbiamente memorabili, come Buffy o Veronica Mars (le prime che mi sono venute in mente) nella serie hanno avuto relazioni amorose. Lo stesso non succede quando sono protagonisti dei personaggi maschili. Onestamente non trovo assurdo che si racconti di protagoniste femminili senza storie d’amore. È realistico anche questo. Non tutti sono destinati a innamorarsi.

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      1. In questo passaggio ho specificato “non si innamorano più. Ma non si innamorano perché non devono innamorarsi, non perché l’assenza di storie d’amore sia sempre organica alla trama”.
        Se avessi detto che è sbagliato scrivere storie in cui le donne non si innamorano, sarei davvero una persona ottusa.

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      2. Non ho mai pensato questo, ci mancherebbe 😉 Il mio era un discorso generale, che non riguarda direttamente il film, dato che non l’ho visto. E quando, ad esempio, toglierebbero storie d’amore forzatamente in film chessò, d’azione? In quelli con protagonisti maschili spesso non ci sono, e non è un’assenza forzata. Era questo quello che intendevo.

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  3. l’inclusività si sta costruendo e l’intrattenimento ne recepisce la messinscena, che non la realtà. il cambio culturale che sta avvenendo (se sta avvenendo) deve ancora definire i prorpi contorni. Speriamo in bene. Però Mulan non so se o vedrò a sto punto…

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  4. un peculiare movimento femminista è attivo nel sud est asiatico e in Cina dove le donne si uniscono attorno a sigle come 4B in korea o 6B4T in Cina e non si oppongono agli uomini, non cercano lo scontro, evitano di avere rapporti, evitano qualsiasi contatto, sono convinte che sole possono fare meglio e di più. vediamo se prenderà piede anche in europa e in italia.

    https://newslettismo.com/2021/04/27/4b-e-il-movimento-che-vuole-persuadere-le-donne-a-dire-no-a-uomini-sesso-matrimonio-e-bambini/

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