Recensione di “Va’ dove ti porta il cuore” di Susanna Tamaro

Buongiorno, amici lettori.

Oggi torniamo a parlare di libri e lo facciamo con la recensione del romanzo di Susanna Tamaro “Va’ dove ti porta il cuore”, pubblicato per la prima volta nel 1994.

In questi giorni di isolamento forzato causa Covid ne ho approfittato per recuperare questo libro che avevo da molto tempo nella mia libreria Kindle.

DI COSA PARLA?

Va’ dove ti porta il cuore è un romanzo epistolare. Olga inizia a scrivere su un quaderno una serie di lettere tutte indirizzate alla nipote che ha deciso di partire per l’estero.

Per la nipote, Olga è stata una sorta di madre, dato che la figlia di Olga, Ilaria, è morta molto tempo prima a causa di un incidente stradale.

La protagonista è pronta a trarre i bilanci della sua vita, ma soprattutto sente il bisogno di lasciare alla nipote la sua storia, dato che teme che non vivrà abbastanza a lungo da vederla ritornare. E Olga non vuole che al ritorno la nipote non trovi nulla. Ci saranno almeno le sue parole ad aspettarla.

Questa serie di lettere è anche l’occasione per parlare della storia della propria vita, tra la guerra, un matrimonio infelice, un segreto custodito troppo a lungo e un burrascoso rapporto con la figlia.

L’AMORE IN VA’ DOVE TI PORTA IL CUORE

È un romanzo che mi ha emozionato molto per il modo in cui la Tamaro ha parlato d’amore, che si trattasse di amore familiare o amore romantico. Anzi, potrei proprio dire che l’amore narrato dalla Tamaro è, in qualche modo, unico. Un sentimento trascendentale che crea la vita, a prescindere dall’oggetto.

Olga si sente viva sia quando trova per la prima volta l’amore in senso canonico, sia quando, in un “secondo tempo” della propria vita si ritrova a fare da madre alla nipote. Sono due tipi di amore differente ma che portano gli stessi benefici, danno un senso.

Ricordo che, durante la lettura del romanzo, ho proprio pensato a questa parola: senso. L’amore è in grado di dare senso ai momenti, è in grado di giustificare gli sforzi per andare avanti. E la forza di questo sentimento, a mio modo di vedere, viene enfatizzata dal legame con il concetto di morte. La protagonista, infatti, si sente già morta prima di essere risvegliata dall’amore e, allo stesso tempo, quando trova l’amore e ne sperimenta le dolcezze si augura quasi di morire perché significherebbe morire in uno di quei pochi momenti in cui è felice, in cui la sua vita ha un senso.

IL MIO GIUDIZIO

Il romanzo della Tamaro mi ha colpito molto perché è un libro che parla di vita fragile. Parla di una donna, Olga, schiacciata sin da bambina da un contesto arido, incapace di aiutarla a crescere, indifferente alle sue esigenze di espressione e maturazione. Olga è una donna come tante altre, una persona piena di difetti, che, forse, non ha mai sviluppato appieno le proprie potenzialità a causa delle circostanze della vita. Ma è anche una donna capace di amare e di capire il vero senso della vita, il potere dei piccoli gesti, in un percorso che la vede sempre alla ricerca di un senso.

Va’ dove ti porta il cuore è un romanzo breve che ti entra sotto la pelle e che, in certi passaggi, regala forte emozioni.

Lo consiglio a tutti gli amanti della letteratura sentimentale.

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