Recensione de “Il miglio verde” di Stephen King

Buongiorno, amici lettori.
Oggi posto la recensione di un libro che ho letto più di un mese fa e di cui, sfortunatamente, non ho trovato prima il tempo per parlarvene. Sto parlando de “Il miglio verde” di Stephen King, letto insieme alla #bandadiderry.

DI COSA PARLA?

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Il miglio verde ci porta nel braccio della morte del penitenziario di Cold Mountain. Siamo negli anni Trenta e Paul Edgecombe è uno dei responsabili dei detenuti condannati alla massima pena. La sua vita è destinata a cambiare quando conosce John Coffey, accusato di aver violentato e ucciso due bambine in Louisiana.

Coffey è una montagna d’uomo, ma non ha nessuno dei caratteri dell’assassino, e Paul ben presto inizia a mettere in dubbio la sua colpevolezza. L’incontro con Coffey è, inoltre, un’occasione per mettere in discussione tutto ciò in cui Paul ha sempre creduto. John, infatti, è una sorta di messaggero, inviato da qualcuno di superiore, per alleviare le sofferenze umane.

I miracoli esistono? Questa è la grande domanda con cui tutti i dipendenti del miglio verde (come viene denominato il braccio della morte di Cold Mountain) devono confrontarsi.

IL MIO GIUDIZIO

Ritengo che Il miglio verde sia uno dei più bei libri di King che abbia mai letto.

Ciò che più mi ha colpito sono i personaggi. Molteplici, sfaccettati, profondi, quasi tutti specchio di un’umanità facilmente riconoscibile da qualsiasi lettore. I personaggi del romanzo sono una vera “lectio magistralis” di King su come si creano personaggi di una storia. Eroi e antagonisti sono tutti estremamente convincenti, anche se – devo ammetterlo – ho un debole per i “villain” kinghiani di questo romanzo. Percy Wetmore è l’emblema di quell’umanità gretta, egoista e insensatamente crudele di cui abbiamo tutti conoscenza e che nei libri di King non manca mai.

La storia del romanzo ha davvero svariate atmosfere e, a mio modo di vedere, combina i caratteri del thriller a quelli del giallo, passando per un approfondimento nelle storie dei personaggi e dei sentimenti che li legano. Insomma, è un libro che parla di vita, di uomini e di legami e lo fa in modo crudo, senza filtri, colpendo al cuore il lettore.

IL RAZZISMO NE “IL MIGLIO VERDE”

Il tema che rimane più impresso, dopo la lettura del romanzo, è senz’altro quello del razzismo. King spiega, attraverso la sua narrazione, come venissero visti i neri negli anni Trenta del secolo scorso. Per i bianchi erano poco più che bestie e le ingiustizie che potevano subire erano poco più che un danno collaterale. Non valeva la pena per nessuno di battersi per tutelarli, per proteggerli.

Il miglio verde ti porta davvero a riflettere su quanto fosse grave la discriminazione verso gli afroamericani. È un libro che apre davvero gli occhi e che io penso possa arricchire qualsiasi lettore. Per questo non posso fare altro che consigliarlo!

6 pensieri riguardo “Recensione de “Il miglio verde” di Stephen King

  1. La prima volta che lo lessi ne rimasi stupito. Era un libro con un forte impatto emotivo e non era per niente melenso, ti affezzionare ai personaggi attraverso tutti i loro pregi, difetti e la loro vita. Un libro incredibile che ha avuto anche un’ottima trasposizione cinematografica. Da leggere assolutamente.

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  2. Credo sia stato il secondo libro di Stephen King che abbia letto, perché lo aveva comprato mia mamma credo addirittura quando uscì in Italia la prima volta – e si vede parecchio che è vecchiotto. E’ un libro straordinario che da solo dimostra quanto sia riduttiva e ingiusta la fama di Stephen King come solo “scrittore horror”.
    Sono davvero tantissimi anni che non lo rileggo, ma non ricordo che il tema del razzismo mi fosse rimasto così impresso, per quanto King sia sempre molto attento a trattarlo e trattarlo davvero molto bene; credo che ad avermi colpito più di tutto sia stato, oltre ovviamente alla fortissima critica contro la pena di morte, la natura metaforica del miglio verde che tutti dobbiamo percorrere con tutto il bene e il male che possiamo incontrare lungo il tragitto, rappresentati dalle guardie.
    Tra tutti i cattivi di King Percy è sicuramente uno dei più ripugnanti!

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  3. È stato il primo libro di King che ho letto (lo aveva comprato papà diversi anni fa), è assolutamente meraviglioso. Con il tempo ho letto altri libri dello stesso autore (non tantissimi, lo ammetto), ma questo è senz’altro il mio preferito.

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