Recensione de “Il mare ad un’ora di tram” di Gianluca Marino

Buongiorno amici e bentornati sulla mia pagina!

Oggi vi condivido un estratto della recensione che ho scritto per letturesalepepe.com.

Grazie alla collaborazione con il loro sito ho avuto l’occasione di leggere “Il mare ad un’ora di tram” di Gianluca Marino, edito Dialoghi edizioni.

Ecco cosa ne ho pensato:

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È una grande delusione quando un libro ti affascina per la trama e poi ti delude per come la stessa viene sviluppata. È quello che è accaduto con “Il mare ad un’ora di tram”, romanzo dal titolo fortemente evocativo, che quasi già ti fa immergere in una storia di formazione al profumo di salsedine.

Il libro di Gianluca Marino parte bene, parte alla grande, con un inizio lineare che già dà l’idea delle competenze dell’autore con la penna fra le mani. Ma la bravura nello scrivere, la padronanza di un registro accurato e pieno di sfumature, non sono sufficienti a creare una storia avvincente.

Dal momento che è quanto di più odioso scrivere recensioni non positive senza motivare o appellandosi a un mero gusto soggettivo, è importante andare ad analizzare gli aspetti che meno hanno funzionato in questo romanzo.

Per cominciare, la trama de “Il mare ad un’ora di tram”. L’architettura narrativa risulta, in maniera abbastanza chiara, disomogenea. A tratti, il libro pare un susseguirsi di osservazioni del protagonista sul suo gruppo di amici e sulle persone che lo circondano. Sul finale, invece, scopriamo che, a tutti gli effetti, una storia il romanzo l’aveva pure ed era – più o meno – collegata a un caso criminale. Il fatto è che, nel suo perdersi tra digressioni e vicende non necessarie al fine del dipanarsi della trama, l’impressione che si ha è di non sapere, in definitiva, di cosa davvero parli il libro. In altre parole, quale sia il nucleo della storia.

Ritengo, inoltre, evidente una confusione anche nel punto di vista della storia e nella voce narrante. Pur essendo un libro scritto in prima persona, infatti, nella descrizione degli eventi subentrano più volte giudizi esterni che rompono l’unicità del punto di vista (che dovrebbe essere mantenuta sempre quando si ha una narrazione in prima persona). Per di più, il tipo di linguaggio scelto sembra, in molte parti, innaturale per il personaggio a cui viene attribuito.

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2 pensieri riguardo “Recensione de “Il mare ad un’ora di tram” di Gianluca Marino

  1. Sembra la descrizione di un libro insicuro, che cerca di dimostrare di essere importante ricamando troppo sulla prosa, come se non credesse fino in fondo alla storia che vuole raccontare. Che poi, per me, non sarebbero neanche un problema le divagazioni rispetto alla trama: se l’amico scompare e da questo punto parte un percorso, per il protagonista, che magari lo porta da tutt’altra parte rispetto a trovare l’amico perduto, per me andrebbe anche bene. Il punto però è sapere che cosa si voglia dire, e da quello che ho capito sembra non saperlo.

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