Recensione di “Parlarne tra amici” di Sally Rooney

“Avrei dovuto sapere che tra noi non sarebbe funzionata. Non lo sapevamo da sempre?”

Se cercate un libro che scolpisca appieno la schizofrenia, l’insicurezza e l’instabilità dell’amore moderno, bene… lo avete trovato!

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Parlarne tra amici è un romanzo in cui ogni realtà ideale o aspirazionale cessa di esistere. Sally Rooney, con questo libro, prova a ritrarre in modo schietto e senza orpelli tutti i controsensi di una generazione, quella dei giovanissimi (la generazione Z), in cui sembra essere ormai sparita ogni tendenza alla stabilità relazionale.

I sentimenti sono tumultuosi ma caotici, i pensieri confusi e mai esaminati fino in fondo.

Frances affronta l’amore in modo spregiudicato e del tutto incosciente. Non è capace (o non vuole) leggersi a fondo, non è in grado di fare quello sforzo di autoconsapevolezza che le permetterebbe di non essere come una nave in tempesta, in balia del prossimo scossone emotivo.

“L’idea di dimenticarti anche solo un po’ mi fa orrore.”

L’amore è una forza travolgente, capace di destabilizzare e soprattutto di fare male.

Tra il tentativo di anestetizzare i sentimenti e il ritrovarsi sempre troppo fragili di fronte al divampare dell’attrazione e dell’infatuazione verso l’altro, i personaggi di Sally Rooney descrivono il naufragare delle relazioni ai tempi d’oggi, un tempo in cui i legami sono incerti e lo stare insieme è una sensazione dolceamara che regala più compromessi che gioie.

Parlarne tra amici è un romanzo interessante, irresistibile che mette in discussione tutte le più zuccherose convinzioni sull’amore e che ci invita a riflettere su quelli che sono i modelli comportamentali e relazionali dei più giovani di noi, spesso privi di un punto di riferimento e di un vero e proprio archetipo a cui rifarsi nel momento in cui sono chiamati a costruire un legame romantico e sentimentale.

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2 pensieri riguardo “Recensione di “Parlarne tra amici” di Sally Rooney

  1. Ne ho letto solo bene in giro; probabilmente sono io a non averlo capito, perché l’ho detestato. Non mi è piaciuto niente di questo libro, ho trovato fastidiosi e antipatici tutti i personaggi e pretenzioso da morire lo stile di Sally Rooney (la scelta di non usare le virgolette mi ha tirato scemo; allora eliminiamo direttamente la punteggiatura, tanto a che serve).
    Da una parte sarei tentato di provare con un altro libro per darle una seconda possibilità, dall’altro ripenso al nervoso ogni volta che aprivo questo e mi passa qualsiasi desiderio di sentire ancora la voce di Sally Rooney.

    Piace a 1 persona

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