Recensione di “Tutte le volte che mi sono innamorato” di Marco Marsullo

“Due persone che ancora devono innamorarsi sono soltanto due sconosciuti, e lo restano anche per tutto il tempo che viene dopo, anche quando, poi, si innamorano. L’amore non ti guarisce dalla solitudine.  (…) Gli sconosciuti sono mine sensibili che esplodono quando entrano in contatto, aderiscono agli angoli più bui, quelli non esplorati, con un botto violentissimo. Uno sconosciuto può diventare tutto il resto? Può uno sconosciuto diventare te stesso?”

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Tutte le volte che mi sono innamorato di Marco Marsullo è un libro che ti legge dentro, una grande sorpresa che sono felicissimo di avere adocchiato in libreria. Un libro d’amore che, però, non si ferma mai alle banalità e che analizza in maniera schietta e senza abbellimenti di sorta quelle che sono le relazioni moderne e quanto è difficile creare legami stabili al giorno d’oggi.

Si tratta di un libro che più sull’amore pone il focus sulle relazioni. Come funzionano le relazioni al giorno d’oggi? Quanti tipi ne esistono? Come si può instaurare una relazione? Quanto è difficile fare funzionare una coppia?

Questi gli interrogativi a cui prova a rispondere Marco Marsullo in un libro ironico, coinvolgente, divertente e spietato al tempo stesso, un libro che fa bene al cuore e che quel cuore te lo fa a brandelli quando distrugge il velo di illusioni che ci siamo fatti in merito alla possibilità di innamorarci con facilità, come se l’amore fosse una cosa semplice.

“Ho riempito tanti letti e tante donne hanno riempito il mio. E l’ho fatto per i motivi più diversi. Solitudine principalmente. Voglia di vedere fin dove riuscivo ad arrivare, anche. Ho messo insieme tante donne per riempire il vuoto lasciato da una”.

A me più di tutto di questo libro ha colpito la fortissima emozione suscitata dal rapporto che il protagonista, Cesare, crea con Donatella. La loro conoscenza è l’emblema di quanto la paura e i disagi psicologici complichino il bene e le cose belle. Conoscere una persona che ci piace non è più pura gioia, ma è una serie di turbe psicologiche, di istinti a premere il freno e paure di soffrire. Come se fosse ormai impossibile vivere il momento e godere della reciproca presenza in maniera spensierata. No, l’amore per molti deve vivere di tempi rallentati, di mezze misure. Un atteggiamento che, per chi ha ormai compreso come funziona il gioco, non è altro che l’altra faccia della medaglia di una indisponibilità emotiva che è sempre più diffusa nei trentenni di oggi.

“Quant’è fragile l’amore, quante strade prende prima di arrivare a un punto. E poi, quando ci arriva, va tutto da un’altra parte”.

Ho trovato questo libro, e lo dico ancora una volta, straordinario. Scritto divinamente, con alla base una comprensione psicologica dei tipi sociali e delle relazioni sociali eccellente, pieno di personaggi vividi e assolutamente affascinanti.

È un libro che sicuramente entra nella top tre dei miei romanzi italiani preferiti e che mi sento di consigliare.

Se volete vivere un’avventura nelle relazioni sociali moderne e scoprire quanto, dopo i trent’anni, può essere complicato trovare l’amore, questo è il libro che fa per voi.

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