Recensione di Nati liquidi di Thomas Leoncini e Zygmut Bauman

Quasi per caso, tra le occasioni in una libreria Ubik sperduta nella periferia genovese, mi sono imbattuto nel libro di cui vi parlerò oggi, ovvero “Nati liquidi”, un saggio sulla nuova generazione e sulle sue ossessioni a firma dello scrittore e giornalista Thomas Leoncini e di Zygmut Bauman, sociologo che non ha bisogno di presentazioni.

Nati liquidi è, a tutti gli effetti, l’ultima pubblicazione di Bauman, che, sfortunatamente, ci ha lasciati proprio nel corso della stesura di questo testo che nasce come un botta e risposta fra Leoncini e Bauman.

“Quando negli ultimi decenni, la violenza è tornata prepotentemente alla ribalta, e il linguaggio volgare si è insinuato nell’elegante discorso salottiero e proprio della scena pubblica, numerosi discepoli e seguaci di Elias hanno annunciato l’avvento di un «processo di de civilizzazione» e si sono industriati, facendo i salti mortali, a spiegare questo improvviso, inatteso capovolgimento della condizione umana, ma con scarso e insoddisfacente – poco convincente – risultato.”

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Si tratta di un testo molto breve, ma comunque pieno di spunti di riflessione. Credo che, comunque, quando si tratta di Bauman, anche poche righe meritino attenzione.

I punti maggiormente interessanti affrontati nel testo, a mio avviso, sono stati quattro:

1) L’ossessione per il miglioramento estetico delle nuove generazioni. L’aspetto come status e più dello status, concezione per cui chi non fa di tutto per apparire al meglio è un reietto e si macchia di una colpa imperdonabile.

2) Il riconoscimento identitario sempre come rottura con ciò che è diverso perché minoritario o perché apparso prima.

3) La banalizzazione del male nella società moderna.

4) Quanto sia difficile vincere gli esempi della modernità e superare eventuali traumi (o sensazioni negative) e predisporsi alle relazioni stabili piuttosto che al “mordi e fuggi”.

Ci sarebbe molto da dire su alcuni temi, ma penso che sarebbero riflessioni che andrebbero oltre la recensione. Per oggi mi limito a dire che è un saggio breve, che si trova anche a buon prezzo e che consiglio agli appassionati di sociologia.

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