How I met your father – una serie “di cuore” che analizza le relazioni dei millennials

Eravate scettici sullo spinoff di How I met your mother?

Rispondo io per voi: sì. Molti dubitavano del successo della serie con protagonista di Hilary Duff, chiamata a raccontare dal punto di vista femminile la stessa storia resa famosa da Josh Radnor (Ted) e compagni in quella che è stata probabilmente la serie comedy più di successo degli anni duemila.

 

La serie Hulu con Hilary Duff nei panni della trentenne Sophie ha un tono completamente diverso da quello che aveva How I met your mother. In nessun momento, Sophie e compagni hanno toccato le vette di “serietà sentimentale” raggiunte con Ted Mosby e i suoi gesti romantici mozzafiato.

 

Tuttavia… ciò che mi è piaciuto di più di questa nuova serie è la coerenza coi tempi moderni. È uno show che ha accantonato la “stranezza” del non trovare un partner fisso. È al passo coi tempi in cui essere single per molto tempo è diventata quasi la normalità, così come è normalità cercare partner online tramite le App di dating e collezionare una disavventura sentimentale dopo l’altra. Ma è assolutamente NORMALE anche avere PAURA degli impegni. Una paura che è molto più forte nel 2022 di quanto non fosse nel 2006 o giù di lì.

I millennials molto più della generazione che li ha preceduti ha difficoltà coi rapporti sentimentali. È tutto molto più complesso, molto più frammentato e molto più spaventoso.

 

La stessa Sophie è dilaniata fra la voglia di innamorarsi e la paura che i sentimenti siano troppo grandi e difficili da gestire.

 

Dietro ai dialoghi e alle dinamiche, c’è sempre “molto cuore”. La sceneggiatura è scritta in modo da creare connessione con il pubblico e affrontare in modo leggere ma non superificiale i problemi che affrontiamo tutti i giorni e che, a volte, ci fanno una gran paura.

 

La serie mi ha convinto, ma non solo per l’attualità delle tematiche. Ho apprezzato anche la varietà dei personaggi, tutti, a loro modo, tridimensionali. C’è molta diversità nel cast e vedere le puntate lancia immediatamente – e anche visivamente – un messaggio di inclusività.

È una serie fresca che promette bene, anche se non ha ancora catturato visceralmente l’attenzione degli spettatori. Però, a mio avviso, anche How I met your mother (prima stagione, a parte) fu un diesel.

Vedremo come andrà.

E voi l’avete vista?  

Se ti è piaciuta la mia analisi, leggi il mio saggio sulle serie televisive!

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