La seconda stagione di 13 Reasons Why: una maratona difficile ma irresistibile

Il titolo potrà non essere accettato dai più, ragion per cui sento la necessità di spiegare ciò che intendo quando parlo di una maratona difficile, ma irresistibile. In vero, voglio intendere che le tredici puntate di questa seconda stagione sono state spesso difficili da vedere e da “digerire”, con un dipinto del mondo e di alcune sue sfaccettature per nulla ottimistico. Si è passati dal far trasparire le difficoltà delle vittime di violenza fino al ribadire quanto certe persone (con soldi e potere) abbiano tanti di quei vantaggi da poter uscire indenni a qualsiasi tipo di malefatta, al contrario delle persone prive delle medesime risorse. E non solo questo. È stato difficile digerire le scene di abusi fisici, di violenza e immedesimarsi nello stress fisico e psicologico provato da alcuni dei personaggi, tra cui Tyler e Jessica su tutti.

Perché irresistbile? Ho utilizzato quest’altro termine perché, pur faticando e pur “soffrendo” per l’empatia che provavo nel vedere le storie della serie, non riuscivo a smettere di guardarla. Volevo sapere come finiva il processo, fin dove si sarebbe spinto Tyler e, in generale, se i protagonisti avrebbero trovato il modo di tornare a vivere, di ricominciare da capo.

1333

La serie ha ottenuto una risposta (di pubblico e critica) molto controversa, con alcuni fan desiderosi di vedere una terza stagione e una parte del pubblico, invece, molto scontenta dei contenuti dello show (che è inutile dirlo, finisce per esser guardato specialmente da adolescenti), che, forse, risulta essere troppo crudo per chi vive un momento di particolare fragilità emotiva.

A mio modo di vedere, 13 Reasons Why ha fatto, però, centro con alcune sue caratteristiche, che dovrebbero comunque valergli una conferma.

133

Innanzi tutto, va detto che i personaggi hanno tutti storie ben delineate, cosa che aiuta lo spettatore ad amare un qualche aspetto di ogni personaggio (e sono tanti i personaggi che ottengono anche un piccolo riscatto nella seconda stagione). Inoltre, ha fatto leva su quel senso di connessione e di empatia che non può non scattare con un pubblico consapevole di quanto sia duro affrontare problematiche come il bullismo o la violenza sulle donne. E, infine, ha posto un accento sull’umanità dei personaggi e sul bisogno di sostegno reciproco, di amicizia, di affetto e di amore, che sono sentimenti che chiunque si trova a provare e che vengono abilmente riportati sullo schermo.

Il rischio che una terza stagione trasformi la serie in un teen drama di bassa caratura è altissimo, ma, allo stesso tempo, per quello che si è fatto finora, risulterebbe, a mio modo di vedere, una scelta crudele la sua cancellazione!

Un pensiero riguardo “La seconda stagione di 13 Reasons Why: una maratona difficile ma irresistibile

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...