Come vi avevo preannunciato, nel precedente capitolo di questa challenge, gli eventi descritti in precedenza erano preparatori a un momento decisivo per la storia, tanto del libro quanto della dinastia Targaryen, i cui effetti si sono poi protratti sull’epoca narrata nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, che noi conosciamo, grazie specialmente alla serie TV della HBO. Il momento decisivo è, ovviamente, la Danza dei Draghi, come è passata alla storia la grande battaglia in cui i draghi hanno combattuto uno contro l’altro e la loro specie si è drasticamente ridotta (tant’è che all’inizio della storia narrata ne “Il Trono di Spade” non ci sono draghi in vita).

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Aemond Targaryen

Il primo evento significativo da riportare, in questa sede, riguarda Aemond, fratello di Aegon II e figlio della Regina Alicent, e Lucerys, figlio di Rhaenyra e Laenor Velaryon. Come sapete, Rhaenyra aveva deciso di sfidare apertamente il proclamo tosi re, Aegon II, dato che questi, nel dichiararsi re, era contravvenuto a un decreto del precedente re, Viserys, che aveva nominato proprio Rhaenyra come sua erede.

Anni prima, Lucerys aveva cavato un occhio a Aemond, in una zuffa tra ragazzini, gesto che, però, non aveva finito di far ardere il rancore di Aemond, che, poi, si rivelerà uomo sprezzante e con indole guerresca. I due principi, incontratisi a Capo Tempesta (entrambi volevano che Lord Borros Baratheon sostenesse le loro fazioni), danno vita a un conflitto. O, per meglio dire, Aemond insegue Lucerys e, grazie alla possanza di Vhagar, riesce a ucciderlo e a ucciderne il drago, molto più piccolo e giovane.

Questo gesto porta Daemon, consorte di Rhaenyra, a volersi vendicare dell’altro ramo della famiglia Targaryen, con cui è imminente la guerra. Daemon non ha certo perso le amicizie in quel di Approdo del Re e, grazie a un sordido piano, riesce a fare uccidere uno dei figli di Aegon II, Jaehaerys, da due infidi sgherri che passano alla storia come Sangue e Formaggio.

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Rhaenyra Targaryen

In queste pagine comprendiamo di più di Aegon II, il quale ci viene descritto come un ubriacone, lento di comprendonio, che pensa di poter risolvere tutto con la violenza e la guerra.

L’esercito del re Aegon invade numerosi villaggi e città e, alla fine, le vittorie riportate da Ser Criston Cole e dagli Hightower porta Rhaenyra a decidere di far scendere in campo i draghi. Scende in battaglia Meleys, cavalcata da Rhaenys, la Regina-che-non-fu, madre di Laenor, primo consorte di Rhaenyra. Rhaenyra, però, compie un grosso sbaglio. Non scende in battaglia in prima persona, perché ancora in lutto per Lucerys, e non manda i suoi figli e i loro draghi, per proteggerli, così Rhaenys finisce in una trappola, durante la quale viene attaccata sia da Aemond Targaryen, su Vhagar, che da Aegon II, su Sole di Fuoco. Questo conduce alla morte Rhaenys e il drago Meleys, ma causa ingenti danni anche ad Aegon, le cui ustioni lo portano a perdere un braccio e a rimanere vincolato a letto per l’intero anno successivo (la reggenza sarà assunta, quindi, in questo periodo, da Aemond).

La fazione di Rhaenyra comprende che siano necessari più draghi per vincere la guerra e allora si dà avvio alla cosiddetta “Semina Rossa”. Chiunque senta di poter cavalcare il drago (specialmente perché figlio bastardo o discendente di un figlio bastardo dei Targaryen o dei Velaryon) può provare a cavalcare uno dei draghi selvaggi o rimasti senza cavaliere della fossa del drago. I draghi uccidono numerosi candidati, ma, alla fine, Hugh il Martello, Ulf il bianco, un giovane di nome Addam (un bastardo probabilmente di lord Corlys Velaryon) e una bastarda di nome Nettles diventano cavalcatori di draghi.

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Addam Velaryon

Poco dopo, però, la Triarchia attacca e distrugge Driftmark. La Triarchia (Lys, Myr e Tyrosh) era scesa in campo, su richiesta di Ser Otto Hightower, che aveva proposto ingenti conferimenti alle città libere se avessero liberato Aegon II dalla minaccia portata dalla flotta di Lord Corlys. Durante la battaglia che segue, i draghi hanno la meglio, ma le morti e i danni sono numerosi. Specialmente, in questa battaglia, finiscono uccisi il figlio maggiore di Rhaenyra, Jacaerys, e il suo drago.

La morte di un secondo figlio (e la contestuale sparizione del più piccolo dei suoi figli, di cui non si avranno più notizie) ridestano Rhaenyra, che si scuote dal torpore successivo al lutto per la morte di Lucerys e decide di combattere in prima persona.

Rhaenyra attacca insieme a tutti gli altri cavalieri dei draghi Approdo del Re, proprio quando Approdo del Re era sprovvista di ogni difesa, essendo il principe Aemond direttosi, con Vhagar, verso Harrenal, dove credeva di poter combattere Daemon Targaryen. Rhaenyra non trova, però, Aegon II o i suoi eredi superstiti (il più piccolo, Maelor, finirà ucciso in un incidente mentre veniva condotto da ser Rickard Thorne presso l’esercito Hightower), ma solo la regina Alicent e la moglie di Aegon II, Haelena, ormai una donna distrutta e in preda alla follia, dopo la morte di Jaehaerys. Rhaenyra prende possesso della città e si erge assisa sul Trono di Spade.

Poco dopo, però, le sorti del combattimento cambiano, quando Hugh il Martello e Ulf il Bianco, due rozzi, avidi e vigliacchi beoni, che si erano rivelati utili alla causa, in quanto erano riusciti a cavalcare dei draghi, decidono di cambiare bandiera. Forse per il timore di affrontare in duello il drago del più piccolo dei fratelli di Aegon II, Daeron. Così i due, aspirando possedimenti e titoli superiori a quelli promessi da Rhaenyra, distruggono Templeton e tutto l’esercito alleato di Rhaenyra.

A quel punto, Rhaenyra, tradita così tante volte nella sua stessa vita, finisce per distruggersi da sola, decidendo che anche Nettle e Addam sono, in realtà, dei traditori, privandosi così di altri due cavalcatori di draghi. Nettles, che, nel frattempo, era diventata l’amante del consorte di Rhaenyra, Daemon, viene aiutata da questi a scappare, mentre Addam viene preavvertito da Lord Corlys e scappa da Approdo del Re.

 

Devo ammetterlo, questa parte del libro mi sta davvero appassionando. Tutti e due i rami della famiglia Targaryen non sono propriamente composti da “stinchi di santo”, ma quasi subito mi sono trovato a simpatizzare la fazione di Rhaenyra. Né Rhaenyra, da una parte, né Alicent e Aegon II, dall’altra, però, si sono preoccupati di tutta la distruzione e di tutto il sangue che hanno causato con il loro conflitto interno. Tuttavia, vuoi perché un decreto legittimava Rhaenyra, vuoi perché Aemond uccide crudelmente Lucerys e Aegon è solo un beone, ho finito per parteggiare per la regina, che, a causa delle tasse e delle esecuzioni, verrà nominata dai cittadini di Approdo del Re “Maegor con le tette”.

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