FIREANDBLOOD CHALLENGE #6: La Danza dei Draghi e gli orrori della guerra pt. II

Eccoci finalmente al penultimo appuntamento della challenge dedicata a Fire and Blood, il libro di George Martin dedicato alla dinastia Targaryen.

Ci eravamo lasciati (nell’ultimo numero) con l’imperversante Danza dei Draghi, un conflitto oltremodo sanguinoso che aveva ridotto la popolazione dei Sette Regni e portato alla quasi estinzione la specie dei draghi.

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Daemon Targaryen

Il primo evento che riporto in questo numero riguarda la morte di Daemon Targaryen, il non amato fratello di Viserys, nonché secondo consorte della regina Rhaenyra. Dopo aver salvato, al di là del volere della moglie, la bastarda, Nettles, con cui aveva intrapreso una relazione. Daemon comprende che per lui non c’è più un futuro e non ci sono più speranze. Ha vissuto una lunga vita ed è tempo per sfidare Aemond e il drago più potente in vita, ai tempi della narrazione, Vhagar. Aemond accoglierà la sfida e raggiungerà Daemon ad Harrenal per duellare in un conflitto finale, che vedrà morire entrambi i draghi ed entrambi i cavalieri. Daemon era spacciato sin dall’inizio, ma con un gesto di intrepido coraggio, nell’atto di sacrificarsi, infilzerà in un occhio il nipote, uccidendolo, alla tenera età di vent’anni.

Nei giorni successivi, durante il dominio di Rhaenyra (ricordata poi come regina per mezzo anno), si assiste alla morte di Haelena, la sorella, figlia di Alicent e moglie del suo rivale, Aegon II, che si getterà dal castello e finirà impalata dai rostri. Il suicidio di Haelena resterà nel mistero, con molti che sussurreranno la possibile diversa causa della morte, anche se è quasi certo che non sia stata Rhaenyra ad ucciderla (Rhaenyra considerava un’incredibile empietà uccidere i consanguinei).

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Rhaenyra

Tra l’incremento delle tasse, le incertezze e le condanne a morte, Rhaenyra vede la situazione precipitare in fretta. Il popolino di Approdo del Re le si rivolta contro. Emergono quelli che passeranno alla storia come “tre re”, ovvero sia due presunti bastardi Targaryen, Trystane Verafiamma e Gaemon (un bambino), e il cosiddetto “Pastore”, che si ergerà e ammalierà le folle, affermando che le sventure, abbattutesi su Approdo del Re, venivano causate dai Targaryen, dalle loro empietà e dai loro demoni (i draghi). Il Pastore arriverà persino a dire che l’unica via di salvezza per Approdo del Re è la fine dei draghi. Il loro sangue li risparmierà dalla “fine del mondo”. E, allora, in migliaia si riversano alla Fossa dei Draghi e, nonostante le perdite incredibilmente numerose, il popolo riuscirà a uccidere quattro draghi, lasciando Rhaenyra sprovvista degli stessi. Nei tafferugli che ne seguono, oltre alla morte di un gran numero di Guardie, resta ucciso anche Joffrey Velaryon, ultimo dei figli di Rhaenyra avuto da Laeron Velaryon.

Intanto a Templeton, i Due Traditori, Hugh il Duro e Ulf il Bianco, si rivelano più un problema che una risorsa per il principe Daeron Targaryen e per la fazione che sostiene Aegon II. Hugh arriva persino a pretendere di essere nominato re. L’esercito di Daeron Targaryen, però, in un momento di incertezza viene allora attaccato da Addam Velaryon. Ritenuto ingiustamente traditore dalla sospettosa Rhaenyra, dimostra la sua lealtà attaccando il loro esercito e venendo supportato poi da un esercito della fazione di Rhaenyra. Nella battaglia perderà la vita, così come il suo drago (Mare Infuocato) e come altri due draghi (Tessarion e Vermithor). Ma moriranno in quella notte anche il principe Daeron Targaryen, fratello di Aegon e Aemond, e Hugh, ucciso da uno dei Lord alfieri dello stesso Aegon, a cui era inviso per le sue manie di potere. Poco dopo la battaglia verrà ucciso anche Ulf il Bianco, avvelenato, perché ritenuto incontrollabile dai lealisti di Aegon. Da questo sanguinoso conflitto, però, si salverà il vecchio drago di Alysanne la Buona, Ali d’Argento, che scapperà via e si rifugerà lontano da Templeton.

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Larys Strong

Caduta Approdo del Re, Rhaenyra è costretta a fuggire, con i pochi uomini e le poche dame sopravvissute. Dopo non aver ricevuto risposte da Roccia del Drago, vende la sua corona per pagarsi un trasporto fino alle sue terre, dove, però, si è architettato un complotto. Larys Piededuro è riuscito a far fuggire Aegon II, al momento della caduta di Approdo del Re, e lo ha portato proprio a Roccia del Drago, dove nemmeno Rhaenyra si sarebbe aspettata di trovarlo. Sfruttando alcuni servi di Rhaenyra, rancorosi per le più disparate ragioni, Aegon si era impossessato di Roccia del Drago, traendo Rhaenyra in un’imboscata. È la fine per la Regina, che viene data in pasto, ancora viva e di fronte agli occhi dell’ultimo figlio rimasto in vita, al drago di Aegon, Sole Infuocato (che aveva appena finito una battaglia vittoriosa contro il piccolo drago di Baela Targaryen). Sole Infuocato morirà per le ferite riportate pochi giorni dopo, mentre Aegon riuscirà a giungere a un accordo con i Velaryon e a tornare ad Approdo del Re, dove potrà regnare, ma soltanto per pochissimo tempo.

Una volta scesi in campo gli eserciti di Delta delle Acque e quelli del Nord, nonostante la morte di Rhaenyra, le forze di Aegon vengono spazzate via e presto si comprende che la sorte di Aegon è segnata. Piuttosto che arrendersi, però, Aegon decide di minacciare di far del male a Aegon minore (figlio di Rhaenyra e nipote di Corlys Velaryon) per non far arrivare l’esercito nemico ad Approdo del Re. A quel punto, però, viene messo in atto l’ennesimo complotto di Larys Strong, che cambia bandiera e riesce a fare uccidere Aegon II e a salvare Aegon, con la promessa fatta a Corlys che Aegon, suo nipote, regnerà, riunendo i due rami della famiglia Targaryen, sposando la sopravvissuta Jaehaera Targaryen, figlia superstite di Aegon maggiore ed Haelena.

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Aegon II

Aegon II morirà avvelenato, in modo ritenuto poco onorevole persino dai seguaci dell’ormai defunta regina, capeggiati dall’orgoglioso Ser Cragan Stark, alla ricerca di giustizia e di guerra. Stark arriva ad Approdo del Re pronto a combattere, ma la Danza dei Draghi è ormai terminata. Le vedove a capo dei grandi regni leali ad Aegon II fanno atto di sottomissione e a Cregan non rimane che condannare tutti coloro che hanno ordito il complotto insieme a coloro che sono insorti e non sono ancora stati puniti. Grazie all’intercessione di una donna, tale Aly la Nera, Cregan risparmia la vita a Lord Corlys Velaryon. Stark, temporaneamente primo cavaliere, decide subito di tornare al Nord e al suo posto, come Primo Cavaliere, emerge Ser Tyland Lannister, il quale, in precedenza orrendamente mutilato dagli aguzzini della Regina Rhaenyra, adesso si trova a essere il braccio destro di Aegon III (figlio di Rhaenyra stessa), destinato a diventare re al compimento della maggiore età (sposerà, inoltre, lady Jaehaera, malgrado entrambi, a causa di tutte le tragedie in cui sono stati invischiati, risultano giovani spezzati, incapaci realmente di apprezzare la loro vita).

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