L’epoca d’oro del romanzo rosa: ma non chiamateli romanzetti

Da una chiacchierata informale di una sera ho tratto l’ispirazione per questo post. Una tendenza a cui non si può non dare rilievo, nella letteratura contemporanea, anche e soprattutto nel nostro paese, risiede nel fatto che uno dei generi più in auge – se non addirittura il più in auge – è il romanzo rosa.

Il “romance”, ormai da anni, regna incontrastato nel panorama letterario, forte di due fattori decisivi.

  • In Italia le donne leggono più degli uomini
  • Le scrittrici/gli scrittori di romanzi rosa hanno saputo contaminare la materia con vari generi per andare sempre incontro al loro pubblico.

 

Prima che qualche lettrice di romanzi rosa mi divori, faccio una premessa: non ritengo i romanzi rosa dei romanzetti. C’è una paura dilagante, infatti, che chiunque parli di romanzi rosa, lo faccia per denigrarli.

A mio modo di vedere, infatti, il genere non è rilevante per valutare un libro. Qualsiasi letteratura è buona letteratura, se è realizzata a dovere, e con ciò intendo: personaggi tridimensionali, storia logica, lineare ed emozionante e soprattutto un linguaggio e una sintassi adeguati (molte lettrici si lamentano del fatto che diventino successi dei romanzi scritti in modo pessimo).

romanz

IL ROMANZO ROSA E IL FEMMINISMO

Un aspetto di cui si è parlato in relazione al romanzo rosa è la sua – presunta – incompatibilità con il movimento femminista. Come se l’idea di leggere un romanzo rosa escludesse, di per sé, un’attitudine indipendente dalla lettrice.

Per me non è, affatto, così. Anzi, col romanzo rosa, le scrittrici propugnano di solito personaggi in carriera, che spiccano, per intelligenza e per bellezza, sul contesto sociale in cui sono inserite.

Nel romanzo rosa potrei persino vedere un’istanza di “liberazione letteraria” della scrittrice e della lettrice, che vogliono vedere la donna non come la donzella da conquistare, ma come la donna capace di scegliersi il proprio uomo.

 

COSA SI RICERCA NEL ROMANZO ROSA?

twilone

Ho fatto una domanda su un gruppo facebook dedicato ai libri e le risposte che mi sono state date mi aiutano a dirvi quali sono le motivazioni per cui si sceglie di leggere un romanzo rosa. E sono presto dette:

  • Desiderio di sognare
  • Appagare il proprio senso di romanticismo
  • La dolce “sicurezza” di un lieto fine

Quindi, questa categoria di romanzi è essenzialmente un’occasione per evadere, per vivere una storia e un universo in cui la vita, alla fine, conceda il lieto fine agognato. Un universo in cui esiste quel senso di romanticismo che, spesso, la nostra società tende a oscurare.

Ne escono positivamente anche gli uomini descritti nei romanzi rosa, che, spesso, specialmente se l’autrice è una donna, sono uomini pieni di qualità.

 

(Continua nella pagina dopo)

14 commenti

  1. A me sinceramente non piacciono molto i romanzi rosa, anche se ammetto di averne letti pochi (anche per via del fatto che non mi piacciono… è un circolo).
    Di per sé non credo siano romanzetti, ma forse lo sono diventati, per il fatto – come dici tu – che sono diventati di moda, forse troppo, quindi la quantità ha prevalso sulla qualità. È un rischio cui si incorre quasi sempre in casi come questo, credo sia successo anche con il fantasy (con o senza contaminazioni).
    A me inoltre non piace sempre trovare del romance in un romanzo non romance. Ho letto in passato vari thriller e che ogni volta i due protagonisti finiscano invariabilmente a letto assieme lo trovo banale e anche poco realistico.
    Però se qualcuno (qualcuna?) ha dei buoni titoli da suggerirmi sono pronto a farmi una cultura.

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  2. Ciao 😊! Io credo invece che ci sia una certa percentuale di libri rosa molto godibili, scritti con uno stile di tutto rispetto e con una trama molto contemporanea (es. “Le pagine della nostra vita” di Nicholas Sparks). Purtroppo però una buona fetta sono sempre la storia trita e ritrita, inoltre trovo che siano quanto di più lontano dal l’emancipazione femminile. Ritroviamo infatti spesso la figura femminile stereotipata, la donnina debole che per realizzarsi ed avere una vita piena deve trovare l’amore (certe volte pure un amore “malato”, con un personaggio di dubbia galanteria e bontà d’animo, che lei, crocerossina contemporanea salverà col suo sentimento totalizzante). Non c’è messaggio più sbagliato di questo. Inoltre anche presentare solo figure maschili così “perfette” non credo sia sano. Ognuno di noi ha dei pregi e dei difetti, quindi questi libri mandano il messaggio che: 1. Se non è perfetto (ricco, bello, simpatico ecc.) allora non vale la pena starci insieme e 2. Al contempo mandano il messaggio che se uno è figo e ricco sicuramente è possibile redimerlo e farlo diventare un principe azzurro personalizzato … Comunque sono solo mie considerazioni personali, su molti punti concordo con te 😊

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    1. No, ma in realtà io non ho detto che quasi tutti sono scadenti. Anzi, ho semplicemente rilevato – nelle mie ricerche – che molte lettrici si lamentavano di certi aspetti e io le ho riportate.
      Dal canto mio, ho fatto delle riflessioni su alcuni thriller/noir scritti da donne in cui il personaggio femminile è davvero terribilmente stereotipato.
      Non volevo generalizzare, affatto. Anzi sono d’accordo totalmente su tutto quello che hai detto 🙂

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  3. Bell’articolo. Ho letto “romance” in adolescenza e anche qualcosa più tardi. Non tantissimi, ma fra fantasy contaminati e romanzi rosa veri e propri credo di essermi fatta un’idea generale. I motivi: desiderio di evasione e di fantasticare un po’ sull’amore. Anche se con questo genere non mi sono mai spinta veramente in basso, alcuni titoli che mi erano piaciuti forse adesso li troverei banali o noiosi, ad altri ci sono affezionata. Nel podio la trilogia del Cavaliere d’Inverno, Io prima di te e una serie simpatica e divertente di Federica Bosco. Di altri abbastanza validi me ne ricordo. In sostanza, è un genere troppo “abusato”, ma in cui ci sono molti libri di qualità. Ecco, secondo me, come genere, è apprezzabile se non si legge esclusivamente quello, perché dopo un po’, o si leggono solo ottimi libri, si finisce per appiattirsi con storie abbastanza tutte uguali, o comunque si legge sempre e solo degli stessi sentimenti. Questo il mio personalissimo parere per quello che ho letto, non sono una “intenditrice”.

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      1. Il Cavaliere d’Inverno è il primo di una trilogia lunghissima, i libri sono tutti belli cicciotti. Se vuoi leggere una bella storia d’amore, secondo me, è perfetto. È ambientato a Leningrado nel 1941, infatti c’è una bella ricostruzione storica, non c’è solo amore. Anzi, si parla di famiglia, di guerra, di miseria. Secondo me è profondo in ogni tematica affrontata. Oltre a tutto il resto, mi è piaciuto tantissimo come è stato raccontata la storia fra Tatiana (la protagonista) e Dasha (la sorella), con una sensibilità magistrale. Se dovessi raccontarti la storia chiunque direbbe che si tratta dei soliti personaggi stereotipati, solita storia d’amore impossibile a sfondo guerra mondiale. Eppure non è così, ogni azione dei personaggi, ogni pensiero, dialogo, trova una sua motivazione, spiegazione nella narrazione, ogni parola è necessaria per tutti i tre libri, non fa accadere cose per allungare il brodo. Me lo ha fatto conoscere mia sorella e lo abbiamo consigliato a nostre amiche non lettrici ed è riuscito a catturare anche loro. È poi un libro colto (moltissimi riferimenti a Puskin) e curato negli eventi storici, ogni personaggio ha una sua storia, una propria personalità, nessuna macchietta. C’è anche molta azione, senso di attesa (non sono sempre lì a sbaciucchiarsi), anche le parti erotiche sono “vere” e piene di sentimento. Il primo appassionante, il secondo veramente straziante, il terzo un mix. Insomma, secondo me è un libro “complesso”, in cui c’è tanto. Spesso ripenso alle ultime cinque righe dell’ultimo libro, le ho stampate in testa, finale pieno di perché per la conclusione di una lunga storia.

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