Un piccolo (grande) fallimento

Chi mi segue da tempo è a conoscenza del fatto che quest’anno io abbia partecipato a Ioscrittore, il torneo letterario indetto dal gruppo Mauri Spagnol, in cui gli stessi partecipanti valutano i romanzi partecipanti e decidono chi merita di andare avanti.

Ho passato le selezioni relative all’incipit, ma un paio di giorni fa ho scoperto che il mio romanzo non ce l’ha fatta. Non è tra i primi dieci e non verrà pubblicato.

La cosa che mi fa ridere è che, malgrado sapessi che fosse veramente difficile, ci avevo sperato davvero. Speravo davvero che succedesse qualcosa in grado di smuovere un po’ le acque, di creare un minimo di interesse attorno alla mia carriera da autore.

Ero già molto demoralizzato da come gli sforzi di creare networking o engagement sui social fossero stati senza esito e mi rendevo conto di quanto fosse importante legittimarmi come scrittore per poter davvero sperare di attirare l’attenzione di un pubblico. Ma non è andata bene.

Oggi ho letto i commenti (anonimi) di chi ha letto il mio libro e, tutto sommato, penso che l’esperienza sia servita. Considerando la revisione frettolosa che ha avuto il romanzo, le critiche – a parte qualcuna – non sono state spietate e, più di tutto, mi posso ritenere soddisfatto di come sia stata percepita la trama del mio romanzo.

C’è ancora tanto lavoro da fare, per ottenere un vero riconoscimento, ma devo mettermi in testa che l’esperienza, in fondo, serve a qualcosa e che i sacrifici prima o poi mi porteranno da qualche parte.

Dopo un mese che vorrei relegare al dimenticatoio, mi sento finalmente pronto a rimettermi alla tastiera e tornare alle cose semplici. Tornare al desiderio di scrivere per se stessi, al desiderio di prendere le distanze da tutte le difficoltà che si incontrano nel cercare di farsi conoscere e alla tristezza che mettono quei mesi in cui non si vende manco mezza copia.

Ieri ho visto un film in cui si è parlato di arte e il concetto che veniva espresso era questo: per essere un artista e per fare in modo di interessare qualcuno, la tua arte deve portare qualcosa di nuovo, qualcosa di unico. Non so se la mia arte sia già riuscita nell’impresa, ma so che la mia vita sarà incompleta fino a quando non riuscirò a mettere davvero me stesso, i miei sentimenti e l’universo che fluttua nella mia testa nei miei libri!

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26 commenti

      1. Non è banale, anzi. Sminuire le sensazioni altrui è sbagliato, perché ognuno prova ciò che prova e vive le proprie situazioni in modo personale. Siamo individui con i propri dolori ed emozioni. Ti capisco, ed è per questo che ti dico di non mollare.

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