Murgia contro Morelli: la lite di cui tutti stanno parlando

Sapevo che non avrei potuto farne a meno. E, infatti, adesso entro a gamba tesa per discutere della lite – se possiamo chiamarla così – fra Michela Murgia e Raffaele Morelli.

Cosa è successo?

La Murgia ha voluto aprire il discorso di alcune particolari frasi dello psichiatra in merito alla natura femminile della donna.

La frase incriminata è effettivamente “La donna suscita il desiderio, guai se non fosse così“. Morelli aveva espresso questo concetto, all’interno di un discorso sulla natura del femminile avvenuta a RTL.

La replica di Morelli

Il noto psichiatra e saggista ha replicato alla Murgia, incalzante come sempre, dichiarando che il femminile è importante e che è una radice.

Devo ammetterlo, però. Io, come la Murgia, non ho capito: ma una radice di che?

Mi aspettavo che a un certo punto Morelli dicesse “Per me è la cipolla”, dato che il suo discorso sulla radice era davvero etereo e sfuggente. 

Per farvi un’idea, condivido anche il video del battibecco fra i due.

Purtroppo si arriva fino al momento in cui Morelli si seppelisce con le sue mani, affermando che le bambine giocano con le bambole (e i bambini, dunque, non lo fanno).

Mi viene da chiedermi come faccia uno psichiatra a parlare in questi termini? Come se la psiche e le inclinazioni di una persona fossero determinate dal sesso? Cioè se a me piacciono le bambole o le macchinine lo stabilisce quello che tengo dentro le mutande? No, io una spiegazione sul punto la vorrei anche!

Cioè, io non sono uno psichiatra, ma mi sembra una stupidaggine assurda. Se fosse davvero così, gli esseri umani sarebbero fatti con lo stampino e gli uomini sarebbero tutti uguali fra loro così come lo sarebbero tutte le donne.

Perché sono parole pericolose e antifemministe quelle di Morelli

Penso, inoltre, che la durezza della Murgia (spesso tagliente), in questo caso, fosse necessaria. Anche se, di fatto, l’autrice sarda non ha detto nulla di fuori luogo (al contrario di Morelli che ha abbandonato ogni regola di buona educazione).

Era necessario fare questo contraddittorio e alzare i toni perché non è certamente un messaggio positivo dire alle donne che devono farsi guardare e che devono farsi delle domande se questo non accade.

Non solo mi sembra un modo per limitare le donne (e il loro valore nella società) alla loro capacità di attrarre e sedurre, ma mi sembra anche un modo di ragionare che crea una discriminazione. Come a dire “una donna che non è bella e che non rientra nei canoni estetici che attraggono l’uomo è una donna di minor valore per la società”. Un discorso che non si farebbe mai per un uomo.

Voi che ne pensate?

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16 pensieri riguardo “Murgia contro Morelli: la lite di cui tutti stanno parlando

      1. Non so se ti devi preoccupare, io non ho mai desiderato giocare con le bambole, e nonostante in casa ce ne fossero, ho due sorelle, mai mi è venuta voglia di giocarci. Nessuno mi avrebbe proibito di farlo.
        Ora questo vale per me, ma tutti i miei amici con sorelle non ricordo nessuno di loro averlo mai visto vestire una bambolina, neanche per sbaglio. Ma forse erano altri tempi.

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  1. Personalmente non le ho interpretate in questo modo, la femminilità non riguarda solo il sesso, ma è data da un insieme di cose, dal comportamento, dal modo di muoversi, dal modo di parlare e non è detto che questo sia un’esclusiva della bellezza.

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    1. Ma come fa a esserci un dato ontologico della femminilità? Come esisterebbero le persone transessuali se dovessimo dare per buone le parole di Morelli?
      E comunque il problema è anche questo: si è esposto a un’interpretazione perché non ha detto nulla. Ha parlato di radice senza spiegare.
      Ribadisco che comunque per me è sbagliato – e non opinabile – dire che una donna che non viene guardata deve farsi qualche domanda.

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      1. Lui è stato un cretino perché ha reagito malissimo e si è inalberato subito senza rispondere nel dovuto modo.
        Non capisco la tua osservazione sui transessuali, cosa c’entra, la femminilità è un’insieme di caratteristiche ma non è una esclusiva delle donne, chi l’ha mai detto? Ci sono transessuali che sono molto più femminili di tante donne.
        Comunque ognuno è libero di pensarla come meglio crede, personalmente penso che a volte si stia andando alla caccia alle streghe e che qualsiasi cosa venga presa per sessista e contro le donne anche quando non lo è, mentre se ne lasciano passare tante altre, palesemente sessiste e contro l’immagine delle donne solo per questione di marketing e di denaro e allora va bene a tutti.
        Buon pomeriggio.

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      2. Che poi, vorrei sottolineare che tu hai detto un’altra cosa con cui non mi sono posto in contraddizione. Cioè che la femminilità si vede in tante cose, ma la caciara la si è fatta soprattutto per le frasi sulla seduzione e sul fatto di essere guardati. E quelle erano le frasi su cui io non ero d’accordo (e ribadisco tu hai detto tutt’altro e lo hai anche motivato). Quindi, lungi da me darti l’idea di volere impedirti di avere e di esprimere la tua opinione, che trovo, tra l’altro, ragionevole.
        Lui non ha motivato e si è esposto a un’interpretazione. Diciamo che tanti non detti suoi mi hanno portato a interpretare negativamente quello che lui ha detto.
        Buon pomeriggio.

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      3. Ha detto così perché la femminilità è una qualità che attrae, ma scusa a te non è mai capitato di vedere una donna che era molto attraente per tutto un insieme di cose, poi magari non rientrava nei canoni usuali della bellezza? La femminilità fa parte del fascino e quindi attrae.
        La stessa cosa vale per gli uomini, certo che non si chiama femminilità, ma ci sono uomini che per un insieme di cose attraggono , perché hanno fascino anche se magari non sono propriamente belli.
        A mio parere quello che voleva evidenziare lui era proprio questo, che ogni donna (o anche uomo dico io) non dovrebbe solo concentrarsi sulla bellezza, perché ci sono tante altre cose di uguale se non maggiore importanza.

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  2. Non ho visto il video, lo dico subito, perciò mi baso solo su ciò che hai riportato.
    Ti dico che trovo strano che Morelli si sia incartato in questo modo, di solito trovo che esponga opinioni più misurate e meglio espresse.
    Il concetto di “donna che deve essere guardata, sennò qualcosa non va in lei” mi sembra una concezione più adatta a un quadro (che non fa nulla, si limita a esistere per il piacere di chi guarda e vede qualcosa di bello o interessante).

    Se è una cosa recente, immagino se ne parlerà ancora per qualche giorno e magari svilupperà di più il concetto – se in una forma valida o in una supercazzola è da vedere, per ora siamo ancora in zona gatto di Schrödinger. ^^

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    1. Diciamo che alcune cose che ha detto andavano spiegate. Un paio di frasi mettevano i brividi e basta. Mi dispiace che ad alcuni sia sembrato che volessi fare la caccia alle streghe. In realtà sono il primo che critica il femminismo estremo. In questo caso quanto meno siamo nel campo delle gaffe.
      Grazie per essere passato!

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  3. Come spesso fai, tiri fuori argomenti enormi! Prima di tutto, sono d’accordo sul giudizio su Morelli: è stato un gran cafone e un maleducato, medievale sia nei concetti che nel modo che ha avuto di esprimerli. Mi sembra incredibile che persone di questo tipo possano ricoprire ruoli di primo piano intellettuale (ma è anche vero che non lo seguo, per cui magari di solito non si esprime in questo modo; gli lascio il beneficio del dubbio).

    Ci sono però due diversi discorsi da affrontare, secondo me, che già altri qui sopra hanno distinto: da un lato il sessismo riguardo la donna-oggetto, dall’altro la congruenza o meno di genere e sesso.
    Sul primo non penso ci sia molto da dire: Morelli ha pestato una m***a colossale e dovrebbe solo chiedere scusa: lo scopo di nessuno dovrebbe essere “essere guardati”, e nessuno dovrebbe misurare il proprio valore in base agli sguardi che può attirare. Ovvio che, personalmente, a me fa piacere essere guardato e che mi si faccia i complimenti, ma questo non può e non deve essere lo scopo ultimo di una persona, soprattutto se, al contrario di me, ne è infastidita.

    L’altra questione è quella davvero enorme, su cui, non essendo un antropologo, non so neanche bene come esprimermi (mi si potrebbe rispondere “allora taci”, e invece parlo lo stesso). La coincidenza tra genere e sesso mi sembra ormai assodato che non esista: il sesso è biologico, il genere culturalmente determinato. Tuttavia credo ci sia una base, a prescindere dalla cultura, che differenzi i maschi e le femmine, al di là dei simboli o degli strumenti che le culture stesse usano per differenziarli. Tu dici, giustamente, che, se sesso e genere coincidessero alla perfezione, maschi e femmine sarebbero fatti con lo stampino; io però penso che saremmo nella stessa situazione anche se non ci fosse alcuna differenza di base tra di loro.
    Ovvio che “il maschio” e “la femmina” sono concetti ideali e generali che probabilmente non si applicano a nessuno, in toto, nella realtà, ma credo fosse questo a cui si riferisse Morelli nel suo discorso: che esistono determinate caratteristiche che, statisticamente, si ritrovano più frequentemente nelle femmine e altre nei maschi, e in modo abbastanza trasversale nelle culture da poterle definire fondanti di quello che oggi chiamiamo, magari a sproposito, “femminilità” e “mascolinità”.
    Questo lo dico, ripeto non essendo psicologo o antropologo, pur discostandomi parecchio da quello che dovrebbe essere lo stereotipo del maschio: non sono un maschio alfa, le macchinine e il calcio mi hanno sempre fatto schifo, ma nonostante questo mi sono sempre identificato come maschio.

    Non so se sono riuscito a spiegarmi bene, o se ho detto solo un mucchio di cavolate; in questo caso chiedo scusa, non l’ho fatto apposta.

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    1. No, affatto. Ti ho sempre trovato molto intelligente e più che capace a esprimerti. Sembra una sorta di captatio benevolentiae, ma fidati che l’ho sempre pensato. E anche questa volta hai confermato l’opinione che nutro di te.

      Penso che tu abbia detto delle cose molto più che sensate, che secondo me potrebbero essere valide anche in campo di studi socio-antropologici.
      Sono valide perché tu hai contestualizzato le tue idee e ti assicuro che, nel contesto e nella forma in cui le hai dette tu, mi sento di condividerle in pieno. E penso che le mie opinioni non siano affatto in contraddizione.

      E’ evidente che sin dall’alba dei tempi si sono codificati i concetti di maschile e femminile. E sicuramente statisticamente è incontrovertibile che ci sono degli atteggiamenti e delle forme di espressione (e direi quasi dei modi di vivere) che sono più confacenti alla donna rispetto all’uomo. Questo, però, non mi farebbe mai dire – in modo decontestualizzato – la radice del femminile è che le bambine giocano con le bambole e i bambini no. Perché non esiste una verità assoluta.

      Oltretutto, come hai ben detto tu: tu odi il calcio e sei un maschio. Io amo il calcio ma amo anche un mucchio di cose che appartengono al mondo femminile. Ognuno è fatto come è fatto e la psiche può sganciarsi dalle statistiche e dal comportamento, senza che si debba imprimere un marchio sociale.
      Se tu dici “non vieni guardata, poniti due domande”. Oppure la roba: gli uomini sono unilaterali, le donne hanno bisogno anche della forma. E’ un discorso che non sta in cielo né in terra. In sostanza, un magistrato uomo è un magistrato, un magistrato donna deve essere magistrato ma anche bona. Ma sono boiate che può dire solo un uomo.

      Inoltre, ribadisco. Non è stato capace di porsi in un contraddittorio e di giustificarsi. Ha fatto la figura del peracottaro. Molti vogliono interpretare col beneficio del dubbio. Io, sinceramente, penso che se uno si sente di dire espressioni così controverse dovrebbe essere pronto a motivare e a spiegarsi, non a chiudere il telefono e a scappare manco fosse un bambino che ha perso una partita a un videogame contro l’arcirivale.

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      1. Grazie per i complimenti, davvero! 🤗

        No, certo, lui si è dimostrato un misogino e un cafone, con la Murgia; dopo aver risposto ho indagato un po’, e non mi sembra nuovo a questo tipo di uscite, il che rende ancora più grave il fatto che sia ancora interpellato; ma d’altronde, su qualsiasi medium, più fai casino più fai ascolto, quindi non dovrei stupirmi più di tanto. Alla fine, anche se messo con le spalle al muro avrebbe dovuto avere almeno l’abilità dialettica di tirarsene fuori in qualche modo, invece si è davvero rifugiato nell’ultima risorsa di chi sa di essere in torto, l’arroganza e poi la fuga.

        Il paradosso è che ci si fa in quattro per spiegare queste cose ai bambini e poi arrivano questi soggetti che evidentemente non hanno capito una mazza anche solo di come si dovrebbe sostenere un dibattito e ti cascano le braccia!

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