Recensione de “L’Alienista – Angel of Darkness”

Buongiorno, amici!

Altro giorno, altra recensione seriale! Ho, infatti, finito “L’Alienista – Angel of Darkness”, serie TNT distribuita in Italia da Netflix. 

Della prima stagione avevo già parlato, spendendo parole al miele per uno show che si era rivelato in assoluto il mio preferito del 2018. Per questa ragione, l’attesa per il sequel era elevatissima. Vediamo un po’ se Angel of Darkness ha rispettato le aspettative?

TRAMA:

Sara Howard (Dakota Fanning) ha deciso di aprire la propria agenzia di investigazione tutta al femminile. Tra i casi su cui si trova a indagare vi è quello del rapimento della figlia neonata di un console spagnolo. L’indagine è tanto più inquietante perché si scopre che il rapitore ha già ucciso dei neonati e li ha poi fatti ritrovare con le palpebre dipinte per creare degli occhi (memento mori, utilizzato per far sembrare vivi i piccoli morti prematuramente nelle fotografie). 

Questo mistero risulterà presto collegato a una serie di sparizioni di neonati in una clinica dove venivano fatte partorire o abortire le amanti snobbate dei ricchi newyorchesi. 

Al fianco di Sara, come sempre, ritroveremo John Moore (Luke Evans), il giornalista del NY Times perdutamente innamorato di lei, e l’alienista, Laszlo Kreizler (Daniel Bruhl).

Giudizio sulla nuova stagione

Parto col dire che questa seconda stagione, seppur ben realizzata, non si avvicina lontanamente alla prima. Infatti, ritengo che la prima stagione fosse davvero perfetta.

Angel of Darkness, invece, ha sia pregi che difetti…

Cosa mi è piaciuto di più?

Come sempre, ho amato le atmosfere. Tra fotografia, recitazione e colonna sonora la serie regala atmosfere gotiche e oscure impossibili da non apprezzare. Mi azzarderei a dire che “L’Alienista” sia la serie che più di tutte mi ricorda quel capolavoro che fu “Penny Dreadful“. 

Ho apprezzato, inoltre, gli ultimi tre episodi. Il ritmo incalzante e il “tono più investigativo/thriller” delle ultime puntate, infatti, ha finalmente conquistato l’interesse dello spettatore in modo completo. 

Anche la sottotrama che coinvolge John e Sara è stata ben esplorata e sfruttata per dare maggior pathos alla narrazione. 

Cosa mi è piaciuto meno?

Innanzitutto, non ho amato il ruolo a cui è stato relegato Bruhl. L’alienista Kreizler è passato da protagonista e mattatore a mero comprimario. Davvero poco incisivo il suo contributo in “Angel of Darkness” ed è un peccato perché era il personaggio che più mi aveva colpito.

A questo si aggiunge un altro problema. Si scopre chi è l’autore dei rapimenti e degli omicidi molto, molto presto e questo, personalmente, mi ha disturbato non poco. Per quanto potesse essere intrigante scoprire come Sara e gli altri avrebbero incastrato l’omicida, quell’assenza di mistero ha attenuato l’adrenalina e il coinvolgimento. 

Conclusioni

Non posso, comunque, affermare che Angel of Darkness sia una brutta serie. Anzi, ma non è il capolavoro che era stata la stagione precedente.

Vi ricordo, inoltre, che L’Alienista è una serie tratta dai romanzi di Caleb Carr, di cui vi lascio i link per l’acquisto qui sotto. Io ho letto il primo e l’ho adorato.

Caleb Carr – L’Alienista  (link amazon)

Caleb Carr – L’Angelo delle tenebre (link amazon)

Se vi piace come parlo di serie tv, date un’occhiata a “Generazione seriale – un viaggio nel mondo delle serie tv”

7 pensieri riguardo “Recensione de “L’Alienista – Angel of Darkness”

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