J. K. Rowling contro la terapia ormonale: l’autrice di Harry Potter risponde a un fan su Twitter

Come sapete, la Rowling è al centro di un vero e proprio ciclone mediatico, a seguito dei suoi tweet a contenuto transfobico.

Ma sembra non esserci proprio pace per l’autrice della saga di Harry Potter.

Cosa è successo?

La Rowling ha messo un like a un tweet in cui si faceva un parallelismo fra le prescrizioni di ormoni per la transizione e le prescrizioni di antidepressivi.

Un utente di Twitter ha chiesto alla Rowling spiegazioni in merito al suo “sostegno” a un tweet in cui si affermava che tanto gli ormoni quanto gli antidepressivi fossero “pura pigrizia per quelli che preferiscono ricorrere ai farmaci piuttosto che impegnarsi per migliorare la salute mentale delle persone”.

Come ha risposto la Rowling?

La Rowling, dopo aver ribadito di supportare la comunità delle donne transessuali e spiegato di aver assunto in passato medicine per la salute mentale, ha spiegato il motivo per cui la terapia ormonale e la chirurgia non possono essere la migliore soluzione per la salute mentale.

La Rowling ha citato una serie di articoli e studi che affermano che gli ormoni per la transizione hanno serie conseguenze sulla salute, cosa che viene ignorata da molti attivisti per i diritti dei trans.

Ha, inoltre, affermato di credere che la terapia ormonale è “un nuovo tipo di terapia di conversione per i giovani gay”.

Il mio commento

Penso che bisogni dire, innanzitutto, che nessuno potrebbe mai sostenere che la terapia ormonale sia priva di conseguenze. Non si ricorre alla terapia ormonale o alla chirurgia per la transizione per avere un migliore stato di salute fisica in termini oggettivi. Si ricorre perché è l’unica soluzione per permettere alle persone di vivere la propria vita in modo onesto e coerente, in un corpo che rispecchi la propria essenza. 

Detto ciò, ritengo che sia un colpo bassissimo paragonare la transizione alle terapie di conversione che sono state, per tantissimo tempo, una vera e propria forma di tortura nei confronti delle persone omosessuali. 

Oltretutto, credo anche di essere stanco di vedere la Rowling confondere le persone gay e le persone trans. Non si fa la transizione se si è gay e si è discriminati. Anche perché – news flash, JKR – le persone transessuali sono MOLTO più discriminate dei gay e sono molto meno comprese e accettate nella società occidentale. E non serve ricorrere a centinaia di studi scientifici per poterlo comprendere e sapere che un uomo gay, che accetta il suo corpo, non ricorrerebbe mai alla transizione solo per essere socialmente accettato. Nessuno si sottoporrebbe a un percorso così complicato e doloroso senza una motivazione più forte. 

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22 pensieri riguardo “J. K. Rowling contro la terapia ormonale: l’autrice di Harry Potter risponde a un fan su Twitter

  1. Parascienze fantastiche e dove trovarle. C’è un motivo per cui gli psicofarmaci vengono prescritti da un medico psichiatra, quando servono (a patto che lo psichiatra sia competente e non abbia il grilletto facile con queste cose, diciamo).
    E riguardo alla terapia ormonale, mi chiedo se in futuro se la prenderà anche con la terapia ormonale sostitutiva per la menopausa.

    Non so tu, io mi sento oggetto di un esperimento: a che punto ci si romperà le scatole di Harry Potter a causa delle continue uscite della sua autrice? In quale momento la figura di chi scrive sarà tanto insopportabile da trascinare a fondo anche le sue opere?

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    1. Secondo me le due cose dovrebbero essere distinte ma penso che a un certo punto sarà necessario oscurare anche la saga per togliere rilevanza a lei.
      Però vedo che su facebook i fan fanno di tutto per dire che lei sostiene i trans e non dice nulla di male. Ho letto di critiche pesanti dei fan a Radcliffe e Watson per essersi dissociati dalla Rowling.

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      1. Io sono bianco, etero e privilegiato a sufficienza da poter essere un po’ grasso e avere un tetto sulla testa (anche se non così tanto da soddisfare ogni mio capriccio) eppure penso che la Rowling abbia fatto troppi passi davvero lunghi.
        Più che farne una questione di ambiente sociale, ragionerei in termini di età e maturità, in qualsiasi proporzione: un’esperienza della vita reale scarsa o comunque contenuta non aiuta a sviluppare un’empatia sufficiente verso chi vive vite molto differenti dalla propria e si finisce per supplire coi pregiudizi e le esperienze declamate dagli altri.
        Ci saranno le dovute eccezioni, ma la penso così.

        La Rowling è idolatrata per aver scritto una saga di successo da cui è derivato il mondo in termini di adattamenti e merchandising, ha fatto una marea di soldi e si è dedicata qua e là alla filantropia: sono cose che contribuiscono a costruire il “carisma” di una persona e taluni possono risentire di tale carisma e venirne influenzati. È potere. È mana, nel senso più vicino a quello originario del termine, non in quello dei videogiochi.

        È praticamente lo stesso fenomeno su cui si basa l’autorevolezza di una religione: una fetta del suo fandom crede in lei, la venera come una dea perché ha mostrato loro un mondo ideale, una terra promessa piena di magie e meraviglie. Se credi in un dio, sei poco propenso a mettere in dubbio i suoi dettami.
        E credo che questo “gioco” degli schieramenti, con lei o contro di lei, non la aiuterà a rivedere le sue posizioni (specie considerando che non ha mai brillato per spirito di autocritica e che il successo della sua saga principale le offre un indizio, per quanto discutibile, del fatto di “avere ragione”).

        Ormai non passa settimana senza che non ne salti fuori una nuova sulla creatrice del mondo maghettoso.
        Aggiungi le incertezze relative al covid e ai problemi economici (povertà e paura amplificano ogni problema) il casino sul razzismo che dagli USA sta scuotendo il mondo (con precipitose ritirate di prodotti culturali controversi) i sempreverdi sessimo e omofobia, e abbiamo un panorama in cui il discorso dell’intolleranza viene affrontato a livelli alquanto superficiali, con le persone che non fanno altro che fare l’appello, “con me o contro di me”.

        La Rowling non cambierà idea solo perché una fetta consistente (quanto?) del suo fandom adorante si straccia le vesti per esprimere il dolore per le posizioni della dea potteriana.
        Ormai credo che la soluzione migliore per affrontare la questione sia riportare le sue sciocchezze e dire “toh, ha scritto/detto un’altra boiata, dev’essere lunedì o venerdì” e quindi, ignorarla.
        Io penso che farò così, ormai nemmeno mette più fantasia nelle sue argomentazioni deliranti 😦

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      2. Sono d’accordo con ciò che hai detto. Voglio fare una precisazione: non ho MAI detto che tutti i bianchi etero privilegiati non capiscano cosa significhi la discriminazione. Volevo dire che sicuramente quelli che la difendono a spada tratta appartengono a una categoria di persone che non ha mai dovuto sperimentarla.
        Se avessi generalizzato avrei detto un’enorme cazzata. Che sia ben chiaro.

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      3. Il problema è che hai usato una percentuale molto elevata e un “profiling” molto preciso, tutto lì.
        E come disse Homer Simpson, con le percentuali si può dire qualsiasi cosa, e il 14% delle persone la sa 😛

        Sono certo che il tuo scopo non fosse quello di definire un insieme tanto preciso e ampio, perché invaliderebbe ogni invito alla tolleranza, ma che fosse un’iperbole, però è stato un po’ un rischio 😉

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      4. Mi permetto di dire che è rilevante la costruzione della frase. Ho detto che chi la sostiene fa parte di una categoria privilegiata non che chi fa parte della categoria privilegiata la sostiene. E c’è un mondo di differenza.

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  2. Noto che non impara dai suoi stessi errori.
    Dovrebbe evitare di parlare di cose che palesemente ignora. Oppure informarsi prima. Ed in ogni caso relegare le sue fantasiose interpretazioni ai suoi scritti.
    Che è pur vero che in questo mondo ognuno ha diritto di parola, ma preferirei si sparassero meno cavolate, soprattutto da personaggi così seguiti come lei.
    Mchan

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      1. Sarà ingestibile proprio lei oppure troppo presuntuosa da pensare di aver bisogno di una figura del genere.
        Ai giorni nostri un addetto stampa/social ce l’ha pure il mio portiere tra un po’ 😜
        Mchan

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