Il bilancio del mio anno

Un altro anno se ne va e prevedibile come la pioggia nei giorni di festa arriva il mio post a tema.

Qualche giorno fa, una mia amica mi ha chiesto tre parole per descrivere quest’anno. Sulle prime, le parole da me scelte sono state novità, ricerca e solitudine. Per svariati motivi.

Riflettendoci su, però, ho pensato che è un’altra la parola (o, forse, sono altre) che ha contraddistinto quest’anno. O, per lo meno, gli ultimi mesi.

ACCETTARE

Sì, penso che la parola da citare in questo bilancio di fine anno sia proprio questa.

Per tanto, troppo tempo nella mia vita ho inseguito, ho cercato qualcosa di diverso, mi sono disperato, ho rifiutato la realtà e il contesto in cui vivevo. Soprattutto negli ultimi anni il senso di insoddisfazione era così forte da impedirmi di apprezzare ciò che di buono davvero esisteva nella mia vita.

Adesso, però, qualcosa sembra essere cambiato. Sarà una riscoperta maturità (era ora), sarà che la mia vita si è capovolta, ma mi sembra giusto impostare la mia esistenza all’accettazione.

Io accetto quello che mi capita. Accetto le persone che ho perso, accetto le persone che ho guadagnato, accetto il mio trasferimento, la mia casa e le novità. Accetto quello a cui ho rinunciato, accetto di non avere una persona al mio fianco, accetto di non essere figo da far paura. In poche parole, accetto me e la mia vita. Non voglio più combattere e questo è ciò che mi ha insegnato quest’anno. Mi ha insegnato a dare valore al buono e a saper lasciare andare (anche se non sempre è la cosa più facile del mondo).

GRATITUDINE

Ma esiste anche una seconda parola. Insomma, una sorta di bonus. Gratitudine è una parola che non ho mai apprezzato davvero. Mi rendo conto che sono state poche le occasioni in cui, con tutta tranquillità, sono riuscito a dire di sentirmi grato per ciò che avevo. Quest’anno, però, sento di poterlo affermare.

Sono grato perché sento che la vita che sto vivendo non è più in stallo e soprattutto perché adesso nella mia vita ci sono persone su cui so di poter contare. Tra amicizie riscoperte, solide certezze e incontri fortunati, penso davvero di dover dire grazie. Forse saranno un po’ sparpagliate per città diverse, ma non conta davvero la distanza quando ci si vuole bene.

Per quanto riguarda i libri che hanno caratterizzato quest’anno, ecco tre menzioni d’onore.

Le mie letture preferite dell’anno sono state:

MINDHUNTER DI JOHN DOUGLAS

Felice di essermi buttato in un GDL dedicato ai serial killer. Questo libro mi ha aperto la mente e fatto conoscere un mondo oscuro da una veste scientifica ma sempre accattivante.

UN ESTRANEO AL MIO FIANCO DI ANN RULE

Anche il libro dedicato a Ted Bundy mi ha conquistato. Pochi libri mi hanno tenuto incollato alle pagine come la storia del serial killer più celebre d’America, raccontata da una persona che gli era stata amica.

L’ESTATE CHE SCIOLSE OGNI COSA DI TIFFANY MCDANIEL

Strano, intenso, suggestivo. Un romanzo che consiglierei a chiunque.

Come sempre, a conclusione, devo ringraziare anche la bookcommunity per tutti gli scambi, i suggerimenti e per la bella atmosfera in cui ho vissuto negli ultimi mesi. Senza di essa, non so come avrei affrontato il covid.

E adesso non posso fare altro che augurare a tutti un buon Capodanno!

3 pensieri riguardo “Il bilancio del mio anno

  1. Due bellissime parole, che, ne convengo, non sono sempre semplici da mantenere; soprattutto la gratitudine spesso viene messa in ombra dall’insoddisfazione quasi congenita con cui viviamo e che dovremmo scrollarci di dosso per essere finalmente sereni.
    Buon anno, ti auguro un felice 2022!

    "Mi piace"

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