Inside the book – Cronache di un vampiro: Una vampira può essere buona?

All’inizio della mia serie di articoli dedicati all’ebook marketing, vi avevo avvisato che avrei sperimentato in prima persona le regole e i suggerimenti, per questa ragione, dopo aver ragionato a lungo, ho deciso di creare una serie di articoli sulla mia saga in sviluppo, “Cronache di un vampiro”.

Ho pensato che potesse essere utile e interessante creare una serie di articoli dedicati al “dietro le quinte” e che fosse il modo migliore per far conoscere il mio mondo letterario ma anche il modo in cui lavoro e aprirmi al confronto!

Per tutte queste ragioni ecco a voi “Inside the book“. Ogni volta che vedrete online questa rubrica, cercherò di proporre tematiche e approfondimenti nuovi. Dalle tematiche, all’ambientazione, ai personaggi.

Dato che non voglio troppo complicarmi la vita, voglio partire dalla parte di un romanzo che, di solito, attira di più i lettori, ovvero i personaggi. Diciamocelo, infatti, una storia con personaggi fatti in serie o privi di personalità non attira nessuno.

Approfitto di questa rubrica per parlare di come ho creato e sviluppato il principale personaggio femminile della storia, ovvero quello di Annalise. Ho scelto di partire da Annalise perché in questi giorni sto ragionando molto su di lei, nel tentativo di mostrare una parte più oscura e sfaccettata del suo carattere nel secondo volume della saga, in cui avrà molto più spazio rispetto a “Vincoli di sangue“, in cui la narrazione ruota principalmente attorno al personaggio di Andreas Rooney.

Come ho creato il personaggio?

L’aspetto

Inizialmente credevo che fosse un po’ sciocco prendere come riferimento il volto di una celebrità per un proprio personaggio. Col tempo, però, ho capito che si risparmiavano molte energie. Scegliere un “prestavolto” può essere utile a evitare incongruenze nelle descrizioni e può dare una piccola spinta all’immaginazione. Alla mia vampira Annalise ho scelto di dare un volto che ispira tutto tranne che oscurità. Ho preso a riferimento Kelly Clarkson. Ovviamente, non per forza il mio personaggio ne è una copia sputata, ma la maggior parte dei tratti somatici, quando penso a lei, si rifanno alla famosa cantante.

Ho scelto un aspetto estremamente “dolce” e “delicato” perché Annalise è una vampira che “subisce” la trasformazione e si oppone al villain del libro. La verità è che io credo che le espressioni dicano tanto di una persona. Non è un cliché letterario. Credo si possa applicare anche alla letteratura. Di solito un’espressione malvagia si accompagna a un animo malvagio e viceversa. In questo caso, dunque, volevo che già l’aspetto della vampira fosse rassicurante.

La scheda:

Non conoscevo ancora la tecnica Arcs – di cui vi ho parlato qui – quando ho creato Annalise. Vi dico, quindi, che cosa mi sono chiesto e cosa ho buttato giù, quando ho ideato questo personaggio. Mi sono immaginato una biografia sintetica, ho pensato alle principali qualità e agli obiettivi che ne motivano le azioni.

Ecco un esempio di scheda che potreste utilizzare:

PRESTAVOLTO

Trattandosi di quello che immaginavo essere come un “fan-favourite”, ho pensato che dovesse avere un obiettivo nobile e il suo scopo, infatti, è quello di salvare gli umani dalla minaccia dei vampiri. O meglio di un certo vampiro che infesta le strade di Oxford. Ma lei è spinta a questa battaglia perché ha alle spalle una storia dolorosa (che viene esplorata verso la fine del libro e in merito alla quale non faccio spoiler).

Il mio focus sul personaggio:

Devo ammettere che quando scrivo di Annalise cerco sempre di rispondermi a una domanda: Può esistere un personaggio che sia completamente buono? Un vampiro può davvero essere così buono?

In realtà, tutti hanno i loro pregi e difetti, ma Annalise è venuta fuori come una vera eroina nel primo libro. Nel secondo libro, tuttavia, ho cercato di mostrare quelli che sono i contraltari inevitabili. Puoi essere perfetto fino a un certo punto, se sei costretto a nutrirti di sangue. Anche se l’oscurità di questo personaggio sembra quasi qualcosa di genetico piuttosto che di caratteriale. Però, la necessità di tenerla al centro delle storie del secondo volume sono certo che farà uscire fuori molto di più sul suo carattere.

In generale, credo che tutti gli autori debbano permettere ai loro personaggi di rivelarsi molto di più di quello che credevano sarebbero stati. A volte sono loro a prendere le decisioni e più li fai agire tra le pagine, più comprendi quale sarebbe il loro modo di comportarsi di fronte a nuovi ostacoli o a nuove scelte da prendere.

Da troppi anni quella missione era l’ossessione della sua vita. Ma non riusciva mai ad andare fino in fondo. Iniziava a temere di non avere il fegato di ingaggiare uno scontro all’ultimo sangue con il vampiro a cui d

Inside the book è una rubrica dedicata al libro “Cronache di un vampiro – Vincoli di sangue“, di cui riporto la trama:

Andreas Rooney è un professore di letteratura nella più antica università del mondo anglosassone. Insegna a Oxford, cittadina britannica sconvolta da un evento inquietante accaduto pochi giorni prima di Natale. Il suo migliore studente, Thomas Crawford, è svanito nel nulla e le indagini attorno alla sua scomparsa non hanno portato a nessun risultato.
Dopo due mesi dalla scomparsa, una donna misteriosa si interessa al professore di letteratura, alla ricerca di una nuova pista di indagine. In molti in città ritengono che Andreas abbia un legame con Thomas e che sia in possesso di informazioni utili al suo ritrovamento.
Andreas, però, è all’oscuro della tragica fine occorsa al giovane, rapito da un predatore senza scrupoli, desideroso di soddisfare i propri appetiti.
Una minaccia, infatti, infesta le strade di una quanto mai spettrale Oxford. Una mostruosità sopravvissuta ai secoli e al progresso si cela nelle ombre e nessuno che si imbatta sul suo cammino potrà dirsi al sicuro.
Gli incubi diverranno realtà, quando i protagonisti di questa storia saranno costretti a trovare il modo di sopravvivere all’attacco di un vampiro.

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3 pensieri riguardo “Inside the book – Cronache di un vampiro: Una vampira può essere buona?

  1. Molto carina l’idea di questa rubrica e utile al fine di parlare della tua opera in modo differente. 🙂
    Concordo con te sul fatto che i personaggi siano il cuore pulsante di una storia. Ogni loro azione o pensiero è come il battito che alimenta la trama e dà corpo all’idea iniziale. Un buon personaggio deve essere vivo, nelle sembianze/movenze e nella caratterizzazione, ciò significa che deve saper crescere, evolversi e comportarsi a seconda della storia.

    Piace a 1 persona

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